mercoledì, 25 Febbraio 2026

La supply chain è “l’insieme delle attività organizzative, gestionali e strategiche che governano nell’azienda i flussi di materiali e delle relative informazioni dalle origini presso i fornitori fino alla consegna dei prodotti finiti ai clienti e al servizio post-vendita” (Fonte AILOG).
All’interno della supply chain così definita si possono esternalizzare alcune attività: il trasporto continua ad essere quella più interessata ai processi di outsourcing, seguita dalle attività di magazzino. Risulta invece più critica la terziarizzazione dell’attività di amministrazione e pianificazione del processo logistico.
Per quanto riguarda il trasporto le attività che più comunemente si delegano sono:
Per quanto concerne le attività del magazzino gli orientamenti verso il make or buy sono meno schematizzabili, rispetto ad esempio a quelli dei trasporti, in quanto entrano in gioco numerosi fattori che possono condizionare la scelta. In generale il processo di terziarizzazione del magazzino può essere condotto secondo due principali direttrici:
L’outsourcing è l’operazione con la quale un’azienda affida ad un operatore logistico l’esecuzione di operazioni su merci di sua proprietà, anziché eseguirle direttamente con personale proprio. Il termine outsourcing significa qundi “rifornirsi” all’esterno, tuttavia nella letteratura scientifica si evidenzia la mancanza di una singola e consistente definizione. In alcuni casi, infatti, il termine è utilizzato per indicare il tradizionale sourcing “in libera concorrenza” di trasporto e/o attività di magazzino, mentre in altre situazioni descrive una terziarizzazione di carattere più complesso, che può arrivare a riguardare l’intero processo logistico.
Ne deriva la necessità di scindere il concetto di terziarizzazione in due soluzioni:
3PL – operatori ai quali un’impresa può affidare tutte o parte delle proprie attività logistiche, in quanto essi sono in grado di gestire tendenzialmente l’intera gamma delle attività logistiche, dalle attività di trasporto alle attività di stoccaggio, fino all’assistenza clienti e alla gestione dei resi
4PL – operatori che, in aggiunta alle attività che vengono tipicamente terziarizzate a un 3PL, svolgono attività supplementari (amministrative, di controllo, finanziarie, etc.) connesse alla logistica o collaterali ad essa, relativamente alle quali un’impresa non ha competenze, possibilità o volontà di svolgerle al proprio interno
L’esternalizzazione dei servizi logistici permette al committente di ottenere diversi benefici, oltre alla possibilità di focalizzarsi sul proprio core business, al fine di raggiungere prestazioni di maggior livello.
I vantaggi dell’outsourcing sono in generale una maggior flessibilità operativa, miglior servizio al cliente, riduzione costi, etc. Lo svantaggio maggiore è una certa perdita del controllo sulla situazione, rimediabile però con un buon contratto e la definizione di un corretto insieme di KPI.
Trasformando costi fissi in costi variabili (o semi-variabili), è possibile recuperare risorse finanziarie (nel caso eventuale di cessioni di infrastrutture), ridurre i costi del personale e ridurre i costi di stoccaggio e trasporto (potendo i fornitori raggiungere economie di scala nelle infrastrutture e una maggior saturazione nei mezzi).
Per prima cosa l’outsourcing non deve essere considerato un semplice atto di acquisto, ma deve essere vissuto come una scelta strategica in grado di modificare l’azienda. È da intendersi come una scelta quasi a senso unico: il ritorno a una gestione interna crea normalmente problematiche molto complesse.
Il decalogo per avere successo:
Ci sono pareri discordanti sull’opportunità di terziarizzare alcuni processi aziendali. Il successo dipende dalle specifiche peculiarità aziendali e dall’accuratezza del progetto di outsourcing.
Fonte articolo: logisticaefficiente.it
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