E-COMMERCE E LOGISTICA: LA RIVOLUZIONE DEL PICKING

In tutta Europa è consolidato il trend di crescita degli acquisti online, che al di là di fasi alterne viaggia ormai su volumi più che raddoppiati rispetto a pochi anni fa. Questo ha, tra i tanti effetti materiali che si ripercuotono sulla catena logistica, una conseguenza diretta sull’ambiente del magazzino, oggi costretto ad affrontare un altissimo ritmo di prelievi di articoli. Una realtà, questa, nella quale si trovano le grandi multinazionali, ma anche i piccoli centri di distribuzione: dunque, se le prime, spesso, cavalcano l’onda installando nuove tecnologie di gestione del picking e rivoluzionando i magazzini stessi, anche i secondi difficilmente possono ignorare che è ora di cambiare approccio (e magazzino). 

Picking per il B2C e il B2B: vasi comunicanti

Uno degli aspetti da analizzare è il travaso di modalità che dal magazzinaggio e dal prelievo rivolto al B2C, ossia dalla gestione delle scorte e degli ordini per il commercio al dettaglio verso il cliente finale, si è verificato al B2B, vale a dire ai magazzini di articoli per ingrosso o forniture industriali. Nel mondo B2C, che sta per Business to Consumer, l’influenza diretta e dirompente dell’eCommerce ha stravolto le abitudini, portando ad un modello che prevede poco stock in negozio e frequenti rifornimenti da magazzini di prossimità, caratterizzati da quantità più contenute che in passato (quasi articolo per articolo), ma molto frequenti. Come accennato, si tratta di un metodo che tende a sostituire nella scorta a breve termine quasi il singolo articolo e non più un collo di prodotti; si tratta di un modus operandi molto comprensibile nella logica del negozio, ma lo stesso si è trasferito anche alle abitudini del B2B, il che implica un impatto anche sulla struttura stessa dei magazzini.

Fonte: Logisticanews.it Articolo di Andrea Lombardo